Erogazioni liberali

INVESTIRE IN CULTURA

NEWS: Si veda la recente disposizione del d.l. 91 dell'8 agosto 2013 "Valore Cultura", art. 12, sulle donazioni di modico valore (G.U. n.186 del 9 agosto 2013).

Gli imprenditori hanno due buoni motivi per investire in cultura: perché la storia e l'arte hanno reso il nostro Paese unico al mondo, con un patrimonio culturale che è immensa risorsa e perché legare il proprio nome o un marchio d'impresa ad un progetto culturale è fare un investimento di qualità e di immagine. Anche i privati cittadini trovano ragioni di soddisfazione morale e civile, perché si sentono partecipi di una operazione rivolta al recupero ed alla difesa di valori autentici, da comunicare al futuro.
I riferimenti normativi in materia sono l'art. 38 della legge 21 novembre 2000, n. 342, confluito nell'art. 100, co. 2, lett. m del Testo Unico delle Imposte sui Redditi del 22 dicembre 1986, n. 917 attraverso sue successive reintegrazioni. Esso rende interamente deducibili dalla dichiarazione dei redditi di chi le effettua le erogazioni liberali in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di altri enti ed istituti pubblici, di fondazioni ed associazioni legalmente riconosciute, quando siano finalizzate allo svolgimento dei loro compiti istituzionali ed alla realizzazione di programmi culturali nei diversi settori dei beni culturali e dello spettacolo. Ad esserne interessato, perciò, quale beneficiario, è primo fra tutti il Ministero per i Beni e le Attività Culturali con i musei statali, gli archivi, le biblioteche e le soprintendenze.

La minore entrata fiscale per lo Stato, conseguente alle deduzioni, è previsto che venga coperta da stanziamenti annuali di bilancio, compresi entro un tetto massimo di volta in volta definito. L'eventuale suo superamento, che può verificarsi per una eccedenza della somma complessiva delle erogazioni effettuate nell'anno, rispetto a quella programmata, comporta la ripartizione dell'imposta dovuta tra i soli soggetti beneficiari e non coinvolge in alcun modo i donatori.
Trattandosi di interventi in ambito di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali individua i soggetti che possono beneficiare delle erogazioni. Lo ha fatto con proprio decreto il 3 ottobre 2002, stabilendo pure le modalità da seguire nella procedura ed individuando, di conseguenza, anche le tipologie dei moduli da utilizzare.

Procedura
Per sciogliere dubbi interpretativi ed incertezze di metodo, il Ministero delle Finanze e quello per i Beni e le Attività Culturali hanno emesso congiuntamente una circolare esplicativa. Con essa si sottolinea l'opportunità che le erogazioni siano effettuate mediante sistemi di pagamento che consentano controlli e, perciò, non in contanti (si debbono utilizzare i bonifici attraverso conti correnti bancari e postali, i vaglia postali, gli assegni non trasferibili intestati al destinatario). Nel documento che dispone l'erogazione (ordine di bonifico, atto amministrativo) e nella ricevuta che viene rilasciata dal beneficiario, deve essere riportata la causale "erogazione liberale in favore di...", con riferimento anche all'art. 100, co. 2, lett. m del T.U.I.R. 917/86, od all'art. 38 della legge 342/2000.

Le imprese e gli enti ed associazioni che effettuano le erogazioni liberali, sono tenuti a comunicare al Ministero per i Beni e le Attività Culturali (via del Collegio Romano, n. 27, 00186 Roma) entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui sia stata effettuata l'erogazione:
- l'ammontare dell'erogazione medesima nel periodo d'imposta considerato;
- le proprie generalità complete, con ragione sociale, ove necessario, e con i dati fiscali;
- l'identità del soggetto beneficiario.

Il modulo per soggetti erogatori, attentamente compilato e firmato, deve essere inviato all'indirizzo sopra riportato.
Gli stessi elementi devono essere comunicati al Sistema informativo dell'Agenzia delle Entrate del Ministero dell'Economia e delle Finanze entro la data del 31 gennaio, seguendo in proposito le indicazioni dettate dall'Agenzia medesima con provvedimento del 15 marzo 2002.

Nessuna comunicazione, invece, è a carico del privato cittadino. Egli si limita a portare in detrazione la somma erogata inserendola in dichiarazione dei redditi.

I soggetti beneficiari, infine, sono a loro volta tenuti, entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento, a dare comunicazione al solo Ministero per i Beni e le Attività Culturali (via del Collegio Romano n. 27 00186 Roma), utilizzando il modulo per i soggetti beneficiari, riguardo a:
- l'ammontare delle somme ricevute;
- le generalità complete del soggetto erogatore;
- le finalità e le attività per le quali sono state elargite (con riferimento ai rispettivi compiti istituzionali, allegando pure copia dell'atto costitutivo o dello statuto).


ALTRE AGEVOLAZIONI FISCALI NEL SETTORE CULTURALE E ARTISTICO

1) EROGAZIONI LIBERALI PER L'ACQUISTO, MANUTENZIONE, PROTEZIONE E RESTAURO DI BENI CULTURALI, PER STUDI E RICERCHE E PER L'ORGANIZZAZIONE DI MOSTRE
L'articolo 100 co. 2, lett. f del Testo Unico delle Imposte sui Redditi del 22 dicembre 1986, n. 917 - riprendendo la disposizione della legge 512 del 1982 sul regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale - incentiva, attraverso la deduzione fiscale, erogazioni liberali in denaro in favore dello Stato, di enti ed istituzioni pubbliche, di fondazioni ed associazioni legalmente riconosciute che, senza scopo di lucro, svolgano o promuovano iniziative di tutela del patrimonio culturale ed attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale ed artistico. Le erogazioni riguardano, perciò, l'acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro di beni mobili ed immobili sottoposti a tutela, pubblici o privati, ed inoltre gli studi e le ricerche che si rendano necessari allo scopo e l'organizzazione di mostre di rilevante interesse scientifico-culturale che li riguardino.
I progetti di mostre, studi e ricerche debbono essere, però, autorizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, cui sono demandati pure l'approvazione della previsione di spesa e del conto consuntivo, la definizione dei tempi necessari affinché le istituzioni, le fondazioni e le associazioni utilizzino i fondi, il controllo del loro impiego.

Procedura
I tempi che richiedono i progetti di restauro e la preparazione delle mostre sono spesso molto lunghi ed impegnano le erogazioni per più anni. Di contro, i loro termini esecutivi possono essere prorogati per una sola volta.
Qualora si intenda perseguire la strada qui delineata, la Soprintendenza Archivistica per il Trentino-Alto Adige/Südtirol è a disposizione per la procedura di autorizzazione dei progetti, di approvazione delle previsioni di spesa e dei consuntivi, oltre che per la definizione dei tempi di utilizzazione delle erogazioni e per il controllo del loro impiego.

2) LA SPONSORIZZAZIONE
E' compresa nella disposizione del citato Testo Unico delle Imposte sui Redditi, all'art. 108, co. 2, che consente di dedurre per intero dal reddito d'impresa le spese di pubblicità e di propaganda nello stesso esercizio in cui sono state sostenute, oppure in quote costanti in quattro sucessivi esercizi.
L'interpretazione giurisprudenziale ed anche la prassi amministrativa concordano nel far rientrare tra le spese di pubblicità e di propaganda le cosiddette sponsorizzazioni, ossia i contratti di scambio, a prestazioni corrispettive tra le due parti, caratterizzati dall'impegno dello sponsor verso una prestazione in denaro od in natura per realizzare l'iniziativa e dal corrispondente impegno del beneficiario a pubblicizzare e propagandare il prodotto, il marchio, il servizio, o comunque i segni distintivi del finanziatore nei modi concordati.
E' il caso di rilevare che i contratti di sponsorizzazione, per la loro stessa natura commerciale, sono soggetti ad I.V.A. nei loro importi ed a fatturazione da parte del beneficiario, il che li rende strumento esclusivo di soggetti commerciali.

3) SOGGETTI OBBLIGATI ALLA MANUTENZIONE, ALLA PROTEZIONE ED AL RESTAURO DEI BENI CULTURALI
Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, art. 100, co. 2, alla lett.e dispone che le spese sostenute dai soggetti che sono obbligati alla manutenzione, ad opere di protezione e di restauro dei beni culturali vincolati alle norme di tutela, siano essi beni d'archivio, come anche librari, artistici, storici, archeologici e architettonici, siano portabili in deduzione dal reddito individuale nella misura che è rimasta effettivamente a carico. La disposizione, che è specifica per i proprietari, possessori o detentori di beni culturali, trae il suo spunto dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 ed è stata ripresa dalla legge 512 del 2 agosto 1982 riguardante il regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale.

Procedura
La necessità delle spese e la loro congruità debbono risultare da una certificazione rilasciata dalla Soprintendenza competente per settore, adottata d'intesa con l'ufficio locale dell'Agenzia del Territorio.
Gli interessati dovranno inoltrare alla Soprintendenza, insieme alla richiesta di certificazione, anche una copia del progetto d'intervento debitamente autorizzato.

4) ESCLUSIONE DEI BENI CULTURALI DALL'ATTIVO EREDITARIO
Bisogna rifarsi alla citata legge 512 del 2 agosto 1982 e, prima ancora, dal D.P.R. 637 del 1972, per ritrovare questa disposizione importante per la tutela del patrimonio culturale. Essa è stata poi recepita nel Testo Unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo n. 346 del 31 ottobre 1990.
I beni culturali (archivistici, librari, artistici, storici, archeologici e architettonici) di proprietà privata sono esclusi dall'attivo ereditario se sono sottoposti al vincolo d'interesse culturale, purché per essi risultino assolti gli obblighi di conservazione e protezione stabiliti dalle norme di tutela.

Procedura
L'erede o legatario deve presentare l'inventario dei beni, corredato da ogni notizia idonea alla loro identificazione, alla Soprintendenza competente per settore, affiché essa renda attestazione che ogni singolo bene descritto è sottoposto a vincolo ed alle misure di conservazione e di protezione. Tale attestazione va presentata all'Agenzia delle Entrate in allegato alla denuncia di successione.
Nelle province di Trento e di Bolzano, per le note condizioni di autonomia, all'attestazione prevista provvedono oltre che la Soprintendenza Archivistica per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, anche le Soprintendenze provinciali in ragione delle rispettive loro competenze di settore.

5) AGEVOLAZIONI PER IL PAGAMENTO DELL'IMPOSTA DI SUCCESSIONE DI IMPOSTE DIRETTE MEDIANTE CESSIONE DI BENI EREDITARI
Ecco altre illuminate disposizioni che già grandi risultati hanno maturato per la salvaguardia del patrimonio culturale privato, portandolo nei musei, nelle biblioteche, negli archivi dello Stato o dei pubblici enti. Sono contenute anch'esse nella legge 512 del 2 agosto 1982, art. 6 e 7.
Gli eredi, i legatari ed i soggetti tenuti al pagamento di imposte dirette e indirette sui redditi, possono cedere allo Stato beni culturali architettonici, artistici e storici, librari ed anche archivi e singoli documenti dichiarati d'interesse culturale, a scomputo totale o parziale dell'imposta di successione, delle imposte ipotecarie e catastali, delle imposte sui redditi, dell'I.V.A., degli interessi, sopratasse e pene pecuniarie. Possono cedere anche opere di autori viventi, o la cui esecuzione risalga ad epoca anteriore al cinquantennio, purché lo Stato sia interessato alla loro acquisizione.

Procedura
La proposta di cessione, che deve contenere la descrizione dettagliata dei beni offeri, corredata da idonea documentazione, deve essere sottoscritta da tutti gli eredi o dal legatario, quando abbia per obiettivo il pagamento di imposte di successione. Va presentata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza competente per settore - e all'Agenzia delle Entrate nei termini stabiliti dalle norme per il pagamento delle imposte medesime.
La Soprintendenza rende, per ogni singolo bene, l'attestazione che sussistono le condizioni previste dalle norme di tutela (ossia la dichiarazione d'interesse culturale e il rispetto delle misure di conservazione e protezione) e la dichiarazione d'interesse dello Stato ad acquisire il bene.
Le condizioni ed il valore della cessione sono stabiliti con decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, adottato in concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, entro 6 mesi dalla presentazione della proposta, e notificato al proponente. La proposta di cessione non interrompe i termini per i pagamento dell'imposta che va comunque effettuato e portato poi a rimborso. L'importo della cessione può essere utilizzato per il pagamento di imposte successive entro 5 anni od anche rimborsato.
L'erede o legatario ha tempo ancora due mesi per notificare all'ufficio statale la sua accettazione e 30 giorni, poi, per la consegna dei beni che vengono trasferiti in proprietà allo Stato.

In conseguenza delle competenze spettanti alle Province Autonome di Trento e di Bolzano nella tutela del patrimonio culturale, agli adempimenti che le disposizioni di legge mettono in capo alle Soprintendenze statali nelle rispettive materie di intervento, provvedono gli organi provinciali competenti per territorio e settore.
Resta pur sempre viva la funzione della Soprintendenza Archivistica per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di archivi e singoli documenti.

6) AGEVOLAZIONI IN CASI DI DONAZIONI
Gli atti di donazione a favore dello Stato ed anche di pubblici enti territoriali (comuni, province, regione), che abbiano ad oggetto beni culturali od anche altri beni o somme di denaro con la specifica destinazione all'acquisto, alla valorizzazione, alla manutenzione e al restauro, al pubblico godimento di beni culturali, possono essere stipulati con atto pubblico degli ufficiali roganti della amministrazione beneficiaria (in alternativa all'atto notarile).