Progetto “Archivio della Manifattura Tabacchi di Rovereto"

La fabbrica della Manifattura Tabacchi di Borgo SaccoIniziato nel 2003, il progetto “Archivio della Manifattura Tabacchi di Rovereto" ha concentrato in Biblioteca Civica e Archivio Storico Comunale di Rovereto vari frammenti dell’archivio dello stabilimento del Monopolio di Stato. Due elenchi di consistenza sono stati prodotti nel 2004, un elenco descrittivo nel 2008. Il programma di lavoro ha avuto inizio nel 2003, allorché l’Ente Tabacchi Italiani (E.T.I.) s.p.a. erede delle scritture archivistiche oltre che delle strutture e della produzione dell’estinta fabbrica monopolistica della Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, l’Archivio di Stato di Trento, destinatario istituzionale delle carte, il Comune di Rovereto, quale ente che si proponeva per la loro conservazione storica, la Provincia Autonoma di Trento e la Soprintendenza Archivistica per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, hanno firmato una convenzione per la consegna in affidamento dell’archivio della Manifattura al Servizio Biblioteca Civica e Archivio Storico Comunale di Rovereto, con l’impegno della custodia e della gestione, sotto la vigilanza dello Stato.

Il “versamento” archivistico ha comportato un programma di attività suddiviso in più fasi. Sulla prima di esse, consistente nella ricognizione sistematica delle carte e nella redazione di un elenco descrittivo, si impegnarono immediatamente la Provincia Autonoma di Trento ed anche il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la Soprintendenza Archivistica. Il lavoro fu ripartito in due tranches e, nel tempo di un anno, dal 2003 al 2004, ha prodotto due elenchi di consistenza, uno a firma di Maria Letizia Tonelli e Renata Tomasoni, il secondo a firma di Elisa Conci e Roberto Marini. Sulla base di questi elenchi si è proceduto alla provvisoria consegna delle carte al Comune di Rovereto, lasciando peraltro nella disponibilità dell’Ente Tabacchi le scritture più recenti ed i fascicoli di amministrazione del personale ancora aperti, costituendo in tal modo una “gestione stralcio” necessaria sotto il profilo amministrativo (2005).

Nel 2007 la British American Tobacco Italia s.p.a., subentrata all’E.T.I. nella gestione dello stabilimento di Rovereto, ha chiesto di versare anche lo stralcio archivistico trattenuto, con esclusione dei soli fascicoli del personale nel frattempo concentrati presso la direzione generale dell’ente, in Roma.

 Si è reso necessario, così, aprire una terza tranche ricognitiva che, avviata dalla Soprintendenza Archivistica nel 2007, ha portato alla riaggregazione, in Archivio Storico Comunale di Rovereto, anche di altro materiale archivistico recuperato nei vani dello stabilimento, insieme con la documentazione accantonata, ed ha prodotto un terzo elenco descrittivo, più approfondito dei precedenti, a firma di Elisa Zanchin (2008).

In seguito, nel 2008, la B.A.T. Italia s.p.a. ha consegnato all’Archivio di Stato di Trento una serie di disegni progettuali ottocenteschi, attinenti allo stabile roveretano ed alla installazione delle sue strutture produttive.

Il progetto è proseguito nel 2009 ad opera di Giovanni Caliò con un intervento di ordinamento e descrizione inventariale sul frammento consegnato all'Archivio di Stato di Trento. Il contenuto della documentazione riguarda quasi esclusivamente la gestione degli immobili di proprietà dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato facenti capo allo stabilimento dell’opificio roveretano. La documentazione consta di un totale di 808 unità archivistiche e copre un arco cronologico che corre dal 1850 al 2002, anche se molto più esigua è la documentazione risalente alla seconda metà dell’Ottocento e alla fine del secolo appena trascorso. Si può affermare che prevalentemente si tratta di documentazione risalente agli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta del secolo scorso, con la presenza minore anche di documenti degli anni Venti/Trenta e Ottanta/Novanta. Il criterio adottato per l'ordinamento delle unità all'interno delle serie è stato quello cronologico, tenendo presente la data di apertura della pratica. A tutte le unità è stato dato un numero di corda progressivo che corrisponde al loro ordinamento. È stata elaborata una banca dati in Sesamo, per un totale di 844 schede e un file Pdf corrispondente e non è stata rinvenuta documentazione da proporre per lo scarto.

Il progetto non può considerarsi concluso. Salva pur sempre la frazione archivistica dei fascicoli personali aperti, emigrata presso la direzione dell’E.T.I. in Roma, tutti e quattro i frammenti archivistici debbono essere riunificati e ricomposti in un complessivo ordinamento presso l’Archivio Storico Comunale di Rovereto. Gli elenchi descrittivi e di consistenza debbono essere a loro volta coordinati, riproposti, ove necessario, e perfezionati in un inventario unico; debbono essere, inoltre, valorizzati con strumenti di consultazione agili ed efficaci.